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Agenda spettacoli

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Spettacoli ed eventi
a Bologna e dintorni

AVEVO VENT’ANNI

Enrico Franceschini

Avevo vent’anni.
Storia di un collettivo studentesco 1977-2007

Feltrinelli, Milano 2007

Come eravamo, quando avevamo vent’anni? E come siamo, chi siamo, cosa siamo diventati, ora che ne abbiamo molti di più? Un incontro fortuito in una notte piena di stelle e la coincidenza di un anniversario spingono un giornalista che ha lasciato l’Italia da giovane a ritornare sui suoi passi.

È un viaggio a ritroso nel passato che va dalle Alpi alla Sicilia, per ritrovare i vecchi compagni degli anni dell’università, per confrontarsi sulle passioni, i sogni, le speranze della giovinezza, per scoprire che cosa ne è rimasto, trent’anni dopo. Come una fotografia che affiora lentamente nella camera oscura, si ricompone così poco per volta l’immagine di un “collettivo studentesco” del ’77, l’anno dell’ultima grande ondata di impegno politico giovanile nel nostro paese; e accanto a essa prende corpo anche un’altra immagine, quella dell’Italia del 2007.

Quaranta voci, maschili e femminili, provano a raccontare la storia di una generazione: a se stessi, i ventenni di ieri, e ai propri figli, i ventenni di oggi. Come eravamo, e come siamo: un po’ ironici e un po’ malinconici, sfiorati dalla nostalgia, incapaci di smettere di sognare. Perché i vent’anni, per qualcuno di noi, non passano mai del tutto.

“Come se per noi, e non so se sia un dono o una condanna, si fosse fermato il tempo.”

Il carcere fa male

Il carcere fa male.
Salute e pena

Nel convegno promosso dalle associazioni A Buon Diritto e Nuovamente è stata illustrata la ricerca
“L’assistenza Psichiatrica nel carcere di Bologna”, indagine sulla salute nella Casa Circondariale “Dozza”
della Dott.ssa Laura Astarita, coordinatrice dell’Osservatorio Antigone.

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All'interno
SPECIALE
"Indulto e amnistia".

lo Speciale


SPECIALE
"Scienza, vita, etica"

la questione dell'inclusione e della difesa dei diritti delle fasce più deboli di popolazione come punto centrale nella propria agenda d'intervento e di impegno civile.

lo Speciale


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"Avvocato di Strada"

la questione dell'inclusione e della difesa dei diritti delle fasce più deboli di popolazione come punto centrale nella propria agenda d'intervento e di impegno civile.

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SPECIALE
"Il governo del bene pubblico della sicurezza"

di Massimo Pavarini,

lo Speciale


PROCESSI ALLA STORIA

I VINTI, I VINCITORI E I SUICIDI ATTRAVERSO LA LENTE DI UNO STORICO.

Intervista a Mirco Dondi, docente di storia contemporanea presso l’Università di Bologna
Di Eufrasia Fonzo

Il processo ai vincitori avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale, in particolare il processo ai partigiani, non fu frutto di un andamento scontato.
PARTECIPAZIONE TRA PROGETTO E PROCESSO

di Mario Spada, Direttore dell'Ufficio Sviluppo Locale Sostenibile Partecipato del Comune di Roma

dai «Quaderni di Nuovamente»

Le attività svolte
La nostra storia,
i nostri progetti:
la nostra identità
Vogliamo avere una visione del mondo allargata. Approfondire, realizzare, trasformare le cose che riguardano la vita di ogni persona: cittadino, cittadina, forti di un diritto che non si può cancellare: il diritto di capire e partecipare
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cin cin nuovamenteCIN CIN: PER UNA CITTA’ APERTA: DALL’ ESSERE POLITICO ALL’ ESSERE SOCIALE

La crisi della rappresentanza politica e gli avvenimenti di Bologna con il commissariamento, ci impongono di ridefinire, come ho avuto modo di precisare nel mio precedente contributo, il patto tra governanti e governati in base a una estensione qualitativa e quantitativa dei diritti dei cittadini e degli strumenti di partecipazione democratica a loro disposizione. Per fare questo occorre vedere e pensare la città come campo di discussione e di progetto favorendo il confronto tra esperienze e culture diverse su terreni concreti.
E’ necessario riaprire un percorso di formazione delle scelte e degli indirizzi, procedendo dall’incontro spesso nascosto degli interessi al confronto pubblico delle ragioni.
Un nuovo programma di governo per la città, che non vuol dire cancellare quelli precedenti, è questione fondamentale, che non può essere subordinata o oscurata dal solo dibattito su nomi e schieramenti.
Esso può nascere con il coinvolgimento delle energie e dei saperi di tutta la città, in un confronto magari difficile, ma pubblico e capillare.
Un processo ampio e reticolare dove le idee e i contributi di ognuno possano essere a disposizione di tutti, in questi mesi che ci separano dalle elezioni comunali; i cittadini, le associazioni, le forze sociali e i partiti devono dare vita a vere e proprie primarie, prima che sui nomi sui programmi.
E’ ora di riaffermare- nella partecipazione- il valore della politica.

Diego Benecchi

 

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La democrazia della partecipazione

La democrazia funziona e si rafforza se coinvolge tutta la comunità; necessita però di entusiasmo e voglia di fare, di strumenti e procedure, di pratiche concrete che mettano le cittadine e i cittadini nella condizione di conoscere, capire e soprattutto orientare le scelte politiche della e nella pubblica amministrazione. La democrazia della delega ai rappresentanti deve essere integrata con una democrazia della partecipazione, capace di sperimentare e ampliare forme nuove di democrazia diretta.

Occorrono sostanziali cambiamenti per aumentare il peso specifico dei cittadini nelle scelte che riguardano la città. Le righe che seguono contengono elementi di riflessione ed alcune proposte per realizzare quell’indispensabile utopia concreta, che è la partecipazione reale dei cittadini alla politica.

Bologna può ancora svolgere un ruolo importante, ma è opportuno promuovere un processo di trasformazione capace di coinvolgere il corpo sociale ed economico nella elaborazione e sperimentazione di nuovi modelli amministrativi, culturali e politici,dando valore a intelligenze, idee, competenze e progetti. E’ necessario porre nuove condizioni per liberare energie e per superare l’inerzia e i limiti dati dalla debolezza dell’iniziativa politica.

Diego Benecchi

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La Costituzione: dai cittadini, per i cittadini

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle mon­tagne dove caddero i partigiani, nei carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, per­ché lì è nata la nostra costituzione. »
(Piero Calamandrei, giornalista, giurista, politico e docente universitario)

« L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il po­polo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato rea­lizzatore. »
(Umberto Terracini, presidente dell'Assemblea Costituente)

Costituzione deriva dal verbo latino consti­tuere che significa istituire, fondare. Ogni collettività infatti ,anche lo Stato medesimo,deve affrontare il problema del fondamento del potere, della sua legittimità e della sua distribuzione.
In democrazia chi gestisce il potere trae la sua legittimità dalla volontà po­polare;uno Stato democratico è tale se la sovranità ap­partiene al po­polo ma non è cosa facile. Il potere si esercita pur sempre sul popolo. Quest’ultimo deve quindi poter controllare il potere e chi lo amministra per non essere sotto­posto ad un governo dispotico. La Costituzione è nata proprio come strumento che, regolando i rap­porti tra cittadino e potere, permette al popolo di difendere i propri diritti e al potere di restare entro i confini della legge e del sistema politico democratico.
La Costituzione popolare, nata dai valori della Resistenza, è una grande risorsa per la democra­zia e per la comunità. Per questo noi difendiamo e difenderemo la Costi­tuzione contro le azioni che intendono im­porre delle modifiche sia for­mali che materiali (ovvero, ad esempio, attraverso l’uso indiscriminato dei decreti legge).

Diego Benecchi

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LE PAROLE DEI LUOGHI. BOLOGNA ‘77

Marzo 1977"Le Parole dei Luoghi. Bologna '77"

Era il 1977. Il Novecento terminava con una critica radicale, trasversale e diffusa da parte di “uno strano movimento di strani studenti” a quei caratteri culturali, economici e politici che avevano distinto il XX secolo ed erano diventati elementi di crisi e di ostacolo alle energie che sorgevano dalla società civile.
Sono stato uno dei protagonisti di quel movimento, la mia esperienza fu intensa, le emozioni e il ricordo sono ancora oggi vive. Per conoscere davvero un movimento, e quindi per raccontarlo, bisogna averlo vissuto dall'interno, condividendo i momenti di festa, di lotta e di sofferenza.
Nella nostra città il movimento si rese visibile in particolar modo nelle strade e nelle piazze del centro storico, che furono lo scenario di un periodo tanto breve quanto intenso. Oggi, a distanza di trentadue anni, con piacere concorro a promuovere, con l’associazione di cui sono presidente, Nuovamente, questa pubblicazione sulla memoria dei luoghi e delle persone del Settantasette. Un percorso, anche di tipo antropologico, affidato a giovani ricercatori e studenti, che ci restituisce un'istantanea del ricordo di un periodo così difficile da capire e comunicare. Un percorso dove è stato prevalente lo scambio di esperienze tra cittadine e cittadini di diverse generazioni. Una raccolta di contributi fondata sul libero fluire di parole e idee.
Quello del '77 fu un movimento di liberazione nel senso più ampio possibile del termine: liberazione culturale e sociale, liberazione di energie, liberazione del soggetto dagli schemi dell'ideologia e del mercato.
Chi lo ha vissuto lo sa bene!

Diego Benecchi

A cura di Diego Benecchi, Vincenzo Marrone, Giovanna Pagnoncelli
Edizioni Sigem
pp. 288

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dove acquistare il libro

Marzo 1977CENTO E PIÙ “BUONE PRATICHE”

Testo in inglese        
Testo in spagnolo        

Abbiamo incrociato esperienze e capacità, doti umane e professionali. Abbiamo concretizzato progetti che sono intervenuti sulle consuetudini culturali, le condizioni sociali e le regole della democrazia.
Ci siamo impegnati in un percorso per una nuova politica
.

Abbiamo imparato con questa esperienza a misurarci con i nuovi concetti di cittadinanza, concetti realistici e inclusivi, fondati sulla responsabilizzazione di tutti coloro che abitano gli stessi luoghi, anziché su pretese identità nazionali, sempre più labili e inattuali. La nostra, è stata, una casa comune dove c’è stato spazio per tutte le cittadine e i cittadini con le loro differenti identità e relazioni, in cui il diritto fondamentale che è stato esercitato è il diritto a capire e partecipare.

Partecipazione e reciprocità: il nostro modello di lavoro
Ci siamo rapportati sin dal primo giorno della nostra attività associativa con il desiderio di realizzare l’utopia concreta di un nuovo modo di vivere la città.
Ci siamo dati un obiettivo che definimmo ambizioso — rafforzare il diritto di cittadinanza, il suo riconoscimento, la sua tutela, fornendo - per quanto a noi possibile - supporto ed evidenza alle istanze di comitati e associazioni. Siamo stati coerenti a questo obiettivo e lo abbiamo dimostrato con i fatti nel nostro impegno quotidiano associativo.
Ci siamo posti come un atelier di linguaggio e pensiero democratico, con la consapevolezza che una società più giusta si raggiunge non con il solo progresso dei singoli ma, e soprattutto, attraverso percorsi collettivi.
Nel nostro fare quotidiano abbiamo praticato un modello di collaborazione e di intervento partecipato che ha coinvolto tutti i cittadini e le istituzioni. Un modello di piena partecipazione e di valorizzazione delle singole competenze nella prospettiva di un fine comune da realizzare.
Sono tante le anime che compongono una comunità, che non si può pensare di costruire qualcosa di realmente significativo per l’interesse pubblico se a tutte non viene assicurata la medesima voce. Sta tutta qui la ragione sociale di Nuovamente: un intervento partecipato che è riuscito a dare vita ad una prassi progettuale e costruttiva, dove pubblico e privato hanno concorso a definire percorsi alternativi caratterizzati dal reciproco rispetto e dalla condivisione.
Nuovamente è riuscita a concretizzare la sua progettualità e, contestualmente, a coniugare rapidità ed efficacia dell’intervento. Le persone si sono impegnate nel lavoro comune e sono cresciute assieme, mettendo a disposizione l’una dell’altra saperi, entusiasmo e ricerca.
Progettazione, co-realizzazione e gestione sono stati alla base di un obiettivo concreto, che ha visto associare alle forme di rappresentanza per delega una partecipazione democratica diretta.

 

Il nostro percorso

Nuovamente

ATTIVITÀ SVOLTE PRESSO I CENTRI MULTIMEDIALI
“PROGETTA IL TUO SPAZIO” VIA PIER DÈ CRESCENZI 14 E VIA DELLO SCALO 21/3

Come è nostra pratica riguardo i progetti realizzati, pubblicizziamo i dati relativi alla gestione dei due centri al quartiere Porto riguardanti il periodo dal 2005 al 2009. I centri multimediali “Progetta il tuo Spazio” di via dello Scalo 21/3 e di via Pier Crescenzi 14, in  Bologna, sono attivi dal 2005. Da più di quattro anni l’associazione Nuovamente ne ha garantito l’apertura e l’utilizzo la cui gestione è curata dai giovani. Riteniamo opportuno fornire una sintesi delle attività e delle manifestazioni svolte e l’elenco delle persone, associazioni, gruppi o enti, che hanno utilizzato questi spazi per le loro attività. Ricordiamo un punto fondamentale nell’esperienza di tutti i “Centri Progetta il tuo Spazio” (a Bologna e provincia sono 8): i centri sono aperti alle cittadine ed ai cittadini.

Nuovamente

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2008-2009
2005-2008

Partecipazione e progettazione, per i giovani e dai giovani

  • 30.000 ragazze e ragazzi delle scuole superiori di Bologna e Provincia coinvolti nelle nostre attività con la collaborazione di 35 istituti medi superiori e oltre 260 insegnanti e Dirigenti scolastici
  • 4 edizioni di “Progetta il tuo spazio”, percorso a cui hanno partecipato più di 4000 studenti con ideazioni sui temi della riqualificazione del territorio, della bioarchitettura e della progettazione di luoghi di aggregazione, della salvaguardia ambientale e delle energie alternative, e su cittadinanza, web e nuove tecnologie
  • 8 Centri “Progetta il tuo spazio”, realizzati insieme ai giovani coinvolti nel ruolo di ideatori e nella gestione degli spazi e delle attività
  • 3 libri pubblicati insieme ai ragazzi, che presentano i percorsi progettuali e le ideazioni da loro prodotte
  • 3 progetti che hanno coinvolto gli studenti in stage, tirocini formativi e nella produzione di dispense a carattere divulgativo e formativo
  • 23.000 opuscoli distribuiti nelle scuole del territorio nell’ambito del progetto “Comunità, cittadinanza, integrazione, comunicazione. Per i giovani, dai giovani.” – che hanno permesso la  compilazione e consegna da parte di studenti tra i 14 e i 19 anni, di 10.018 contributi sui temi dell’integrazione sociale, della comunità, della cittadinanza e della comunicazione con la presentazione di 512 proposte ideative.
  • 4000 libri e dvd distribuiti gratuitamente nelle scuole su “Cittadinanza e integrazione”.

Fin dalla nascita dell’Associazione, le realtà giovanili di Bologna e Provincia sono state al centro delle iniziative svolte e dei progetti promossi a partire dai criteri fondanti della partecipazione e della formazione alla cittadinanza attraverso la creatività. Caratteristica principale dei percorsi proposti è sempre stata la volontà di esortare i giovani ad essere testimoni e portatori di un modello di cittadinanza attiva, consapevole e partecipata, fornendo loro i mezzi per esprimere e realizzare le proprie idee, oltre ai canali per far ascoltare la propria voce. Renderli protagonisti delle politiche che li riguardano, dell’informazione a loro destinata, della riflessione sui grandi temi della collettività, non solo semplici fruitori bensì ideatori, progettisti e artefici dei percorsi e degli spazi a loro rivolti: questo l’intento che ci siamo prefissi e che anni di attività e impegno costante hanno tramutato in una solida realtà.
Proponiamo ora una breve sintesi delle principali attività svolte, dei percorsi e delle pratiche che hanno caratterizzato i nostri interventi rivolti soprattutto ai giovani e i risultati raggiunti.

Progetta il tuo spazio

Emblematica l’esperienza di “Progetta il tuo spazio”, un'iniziativa promossa da Nuovamente, alle cui quattro edizioni hanno partecipato complessivamente oltre 4000 studenti nel ruolo di ideatori e progettisti dei percorsi a loro rivolti.
Il percorso progettuale proposto e portato avanti con successo nelle quattro edizioni, ha dato l’opportunità ai giovani di esprimere la propria creatività partecipando concretamente alla progettazione di spazi a loro dedicati, alla produzione di audiovisivi e alla redazione di pubblicazioni inerenti le tematiche trattate: luoghi di aggregazione, riqualificazione del territorio di appartenenza, bioarchitettura, salvaguardia ambientale ed energie alternative, cittadinanza, web e nuove tecnologie. L’alto livello qualitativo delle proposte presentate dai ragazzi ha portato alla realizzazione di otto Centri “Progetta il tuo spazio” dislocati nel territorio metropolitano, dei quali gli studenti non si sono limitati ad essere fruitori ma anche protagonisti nelle fasi di costruzione e ristrutturazione degli edifici, nell’ambito di un rapporto di scambio con i progettisti e le imprese e nella gestione dei centri. I Centri rispondono all’obiettivo generale di realizzare luoghi di aggregazione, di promozione sociale, culturale e civile, aperti a tutti i giovani e alle cittadine e ai cittadini del territorio interessati.

Spazi per il multimediale

Caratteristica degli otto Centri di cui sopra è la dotazione delle strumentazioni necessarie alla produzione musicale e audiovisiva, con postazioni computer collegate in rete fruibili da tutti e sale professionali di registrazione musicale e montaggio video, realtà con pochi analoghi in tutta Italia. L’obiettivo dei Centri e di molti percorsi proposti in questi anni è infatti l’avvicinamento dei giovani alle tecniche audiovisive digitali e ai linguaggi multimediali, con tutte le opportunità che queste offrono in termini di espressività, creatività, progettazione e formazione professionale: molti ragazzi hanno scelto di avvalersi di video, canzoni e presentazioni in Power Point, per ideare e progettare sui temi proposti, utilizzando in molti casi proprio le strumentazioni messe a loro disposizione all’interno dei Centri. 
In particolare, ci preme ricordare un’importante esperienza che nel 2004 ha visto un gruppo di studenti (tra cui i giovani reclusi dell’Istituto Penale Minorile di via del Pratello) impegnati nella realizzazione di documentari, nei ruoli preliminari di ricercatori e sceneggiatori, di attori e addetti alle riprese e al montaggio.
La formazione all’uso delle tecniche audiovisive digitali e alla sensibilità richiesta costituisce il filo sotteso alla realizzazione di questi prodotti: è risultata preziosa la collaborazione tra i ragazzi e i professionisti del settore nella realizzazione di DVD, che avevano il duplice ruolo di documentari divulgativi e formativi.
L’intento di formare alle nuove tecnologie e, allo stesso tempo, coinvolgere i giovani in un’esperienza educativa e aggregativa, è alla base di un’altra interessante produzione multimediale: nell’ambito del progetto “Giovani, cittadinanza e comunicazione digitale” sono stati realizzati uno spot, girato insieme a bambini tra i 5 e i 7 anni sul tema della cittadinanza (ideazione presentata da studenti delle superiori), e due documentari su cittadinanza, comunità e integrazione, nei quali i ragazzi venivano coinvolti nel raccontare le proprie storie di fronte all’occhio della telecamera, sulla base di un canovaccio ricavato da laboratori di scrittura a cui avevano precedentemente partecipato.
Le potenzialità dei Centri sono state sfruttate anche per altre attività organizzate proprio dai giovani, in raccordo con operatori di Nuovamente che hanno messo a disposizione la loro professionalità per supportarli nell’organizzazione di mostre, incontri, concerti e nella registrazione di materiali musicali e audiovisivi.

Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione

Il costante processo di coinvolgimento dei giovani nei percorsi e nei prodotti a loro rivolti e i proficui rapporti di collaborazione che si sono instaurati e rafforzati in anni di attività grazie anche a dirigenti scolastici, docenti ed enti territoriali, hanno determinato il successo del progetto “Comunità, cittadinanza, integrazione, comunicazione. Per i giovani, dai giovani”, insieme alla Provincia di Bologna e all’Ufficio scolastico provinciale. Ancora una volta veniva data la possibilità agli interessati di sviluppare la propria creatività e progettualità e, allo stesso tempo, di riflettere su importanti temi di carattere sociale e civile.
L’interesse attivo dimostrato dai docenti delle scuole, un fattore imprescindibile del progetto, e l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno accolto l’iniziativa, ha permesso il coinvolgimento di oltre 23mila studenti di 32 scuole superiori di Bologna e Provincia, evidenziando un'indiscussa leadership dell’Associazione nell’ambito delle iniziative rivolte ai giovani. E’ stato distribuito a ragazze e ragazzi un questionario composto da 36 domande relative al contesto familiare e sociale, al modo in cui trascorrono il tempo libero, alle opportunità di socializzazione e la loro posizione circa il significato di concetti chiave quali  comunità, cittadinanza e integrazione. I risultati sono stati decisamente positivi: sono stati raccolti 10.018 questionari, il 10% circa dei quali è stato compilato da studenti provenienti da paesi stranieri, che forse per la prima volta nel nostro territorio hanno avuto l’occasione di esprimere direttamente il proprio parere in merito a tali centrali questioni. I dati emersi dai questionari sono stati accuratamente confrontati, aggregati e studiati dal punto di vista statistico. Sono inoltre pervenute 512 proposte ideative, presentate individualmente o in gruppo, con le quali gli studenti hanno scelto di esprimersi sulle tematiche in oggetto – avvalendosi delle tecniche preferite (racconti, story board, audiovisivi, presentazioni in Power Point). Durante le attività laboratoriali svoltesi nelle strutture degli otto centri “Progetta il tuo spazio”, i ragazzi hanno poi potuto approfondire le ideazioni di partenza, collaborando con professionisti nel campo della produzione multimediale. I migliori elaborati sono stati raccolti, insieme ai risultati dell’indagine, in un volume la cui redazione è stata curata dagli stessi studenti in raccordo con operatori di Nuovamente. Il testo, cui era allegato un DVD contenente spot e documentari sulla                     cittadinanza e l’integrazione, anch’esso prodotto insieme agli studenti che ne sono stati ideatori e attori, è stato realizzato in 4000 copie distribuite gratuitamente alle scuole, alle famiglie e agli Enti territoriali preposti.

Stage e tirocini

Studenti delle scuole superiori e giovani universitari sono stati coinvolti attivamente nella realizzazione di progetti che si estendevano oltre la dimensione prettamente “giovanile”, in particolare a carattere socio-antropologico, con l’attivazione di numerosi tirocini e borse di studio e con la realizzazione di stage che hanno coinvolto oltre 300 studenti  e 40 tirocinanti, in convenzione con l’Università di Bologna, in attività di studio e ricerca.
Nell’ambito delle due edizioni del progetto “Atlante”, studenti dell’indirizzo di scienze sociali del Liceo Sabin di Bologna hanno partecipato a un tirocinio di ricerca sulla memoria storica territoriale di alcuni luoghi di Bologna, caratterizzati da una forte valenza simbolica; inoltre sono stati coinvolti nella realizzazione di interviste a passanti e abitanti delle zone interessate e nella redazione di dispense che ricostruivano il percorso progettuale svolto e presentavano i risultati della ricerca.
Studenti dei licei sono stati inoltre coinvolti in un percorso di formazione che riguardano il mondo carcerario e le esperienze di inclusione e reinserimento socio-lavorativo di detenuti e ex detenuti, attraverso il Laboratorio locale di comunicazione Equal Pegaso (portale di comunicazione sociale sul mondo del carcere e dei diritti) gestito da Nuovamente e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna. I ragazzi hanno seguito un seminario - dedicato all’approfondimento dell’esecuzione penale nei suoi diversi aspetti - e uno stage che ha anche previsto incontri, svoltisi in carcere, con 23 detenuti della casa circondariale Dozza e con operatori del settore e rappresentanti istituzionali.

Rete

In questi anni di attività rivolte ai giovani, ai loro spazi e alla loro progettualità, l’Associazione ha instaurato una fitta rete di rapporti con dirigenti scolastici e docenti, con gli enti territoriali che si occupano di cultura ed educazione, con operatori nel settore della comunicazione e del sociale, con testate giornalistiche, radio e televisioni locali. Questo ha permesso di coinvolgere oltre 30.000 giovani residenti nella Provincia di Bologna, attraverso la realizzazione di progetti basati sulla partecipazione attiva all’elaborazione di percorsi di ideazione, progettazione e utilizzo di spazi pubblici, ma anche all’individuazione di azioni di formazione, ricerca e approfondimento su temi che riguardano da vicino i loro interessi e che possono stimolare, insieme alla loro creatività, una maggiore condivisione della vita della comunità nel suo insieme. I percorsi progettuali e i risultati emersi sono inoltre stati divulgati attraverso il loro inserimento nel sito dell’Associazione (www.nuovamente.org) e l’invio di lettere ed e-mail alla nostra rete di associati e collaboratori, per un totale di contatti stimati in oltre 15.000 all’anno.
Le pratiche di cui siamo stati ideatori e promotori sono quindi caratterizzate dalla volontà di alimentare un processo di circolarità in cui le voci e le idee dei giovani non solo ritornano a loro accresciute di consapevolezza e di forza, ma si rivolgono allo stesso tempo al mondo che li circonda. Il lavoro di questi anni ha voluto costituire un ponte tra generazioni: i giovani hanno potuto aprire le porte del proprio universo agli adulti, tracciando una rotta percorribile per avvicinarsi, osservarli e conoscerli.
Crediamo che alla base di questo “ponte” vi sia proprio quella progettualità che li incentiva a partecipare attivamente e ad esprimersi, con il loro linguaggio, fornendo a famiglie, docenti e istituzioni, importanti elementi per comprendere le loro idee, prospettive e disagi. Partecipazione è progettualità che è stata, e sarà sempre, punto di arrivo e di partenza delle nostre attività.

 

STRADE

Marzo 1977120 buone pratiche per la formazione e l'inserimento lavorativo degli ex-detenuti. Una guida didattica multimediale per riaffacciarsi sul mondo del lavoro.

Il progetto STRADE, realizzato dall’Associazione Nuovamente e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna ha come destinatari persone in esecuzione penale (detenuti e beneficiari di misure alternative), ex-detenuti ed operatori del settore penitenziario. Sono state realizzate una “banca strumenti” e una guida didattica multimediale: la prima consiste in una raccolta di materiali riguardanti i progetti – realizzati su tutto il territorio nazionale dal 2001 ad oggi – volti a favorire il reinserimento lavorativo; la guida didattica fornisce invece degli strumenti pratici per conoscere meglio il mondo del lavoro. Il progetto vuole essere un luogo di confronto in cui condividere e dare visibilità ad esperienze, idee, progetti, con l’obiettivo di favorire e facilitare il reinserimento lavorativo.

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la banca dati del progetto STRADE

guarda il video Misure Alternative inserito nella giuda didattica multimediale

 

I quaderni di Nuovamente
Comunità, cittadinanza, integrazione, e comunicazione

Marzo 1977Il libro “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione” - dodicesimo della collana “Quaderni” di Nuovamente - è a disposizione di docenti e studenti.

    Questo volume, che tratta il progetto “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione” costituisce al tempo stesso un punto d’arrivo e un punto di partenza. Il campione statistico analizzato, composto da 10018 studenti delle scuole medie superiori, di cui oltre 800 di origine non italiana, rispecchia una percentuale assolutamente rilevante dei giovani tra i 14 e i 19 anni residenti a Bologna e nella Provincia. Le coordinate entro le quali abbiamo agito nel percorso progettuale sono indicabili in pochi concetti chiave: partecipazione, crescita, formazione dei giovani alla creatività e alla cittadinanza. Aver reso protagonisti i giovani delle politiche che li riguardano, dell’informazione a loro destinata, della riflessione sui grandi temi della collettività, è stato il nostro principale impegno. Questo libro chiude il cerchio di un percorso che si è sviluppato in un anno e che è stato caratterizzato da una formazione partecipata, è il risultato tangibile e “leggibile” dei laboratori di comunicazione che gli studenti hanno costituito; ora è a disposizione di tutti i giovani, i loro docenti e le loro famiglie come strumento per la formazione alla comunità, alla cittadinanza, all’integrazione. 

Diego Benecchi
Presidente dell’Associazione Nuovamente

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I diritti dei minori

Marzo 1977Il libro “I diritti dei minori.”, curato da “Avvocato di strada” e undicesimo della collana “Quaderni” di Nuovamente, rappresenta un'importante tappa raggiunta e arriva dopo un anno ricco di risultati, nel corso del quale sono stati aperti numerosi sportelli in tutta Italia.
Il progetto nel suo complesso, ideato e promosso in collaborazione con Nuovamente, rappresenta per l’associazione motivo di notevole soddisfazione.

I bambini sono i più deboli tra i deboli.

Nel libro riportiamo una serie di testimonianze che raccontano vicende risolte o da risolvere, relative a minori che vivono in situazioni di forte disagio sociale.
Abbiamo anche cercato di dare indicazioni a chi si occupa di questa delicatissima materia, offrendo la nostra esperienza come "avvocato di strada" ed illustrando gli istituti e la normativa di riferimento.
Il libro è rivolto a tutti coloro che si occupano di minori: ai volontari delle associazioni, agli assistenti sociali, ai giuristi.
E' anche rivolto agli stessi minori, come piccolo contributo per la riaffermazione dei loro diritti, nella convinzione che difendere i diritti dei più deboli.

Antonio Mumolo
Per Avvocati di strada

 

Introduzione di Don Giovanni Nicolini      leggi

 

Carcere e formazione

Formazione per detenuti: la banca dati del progetto STRADE sulla formazione professionale e l’inserimento lavorativo.

Il progetto STRADE, realizzato dall’Associazione Nuovamente e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna ha come destinatari persone in esecuzione penale (detenuti e beneficiari di misure alternative) ex-detenuti ed operatori del settore penitenziario. Con questo progetto si è realizzata una “banca strumenti”: una raccolta di materiali riguardanti i progetti e i prodotti didattici e formativi atti a favorire il reinserimento lavorativo, realizzati su tutto il territorio nazionale dal 2001 ad oggi. Il progetto vuole essere un luogo di confronto entro cui poter mettere in comune e dare visibilità ad esperienze, idee, progetti, con l’obiettivo di favorire e facilitare il reinserimento al lavoro.

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Esclusione e diritti

Politiche sociali, stage degli studenti del liceo Sabin

Dall’ inserimento socio-lavorativo di detenuti ed ex detenuti ai diritti dei senza fissa dimora. Gli studenti dell’indirizzo di scienze sociali del liceo scientifico Sabin di Bologna hanno concluso uno stage di formazione sulle politiche sociali, coordinato dal Laboratorio di comunicazione sociale Equal Pegaso, gestito da Nuovamente, e dallo stesso liceo. Le tappe del percorso di formazione in un report  realizzato dagli stessi studenti.

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Carcere e diritti

Studenti del liceo Sabin a confronto con 23 detenuti nel carcere della Dozza

Un gruppo di 47 studenti dell’indirizzo di scienze sociali del liceo scientifico Sabin ha incontrato 23 detenuti, nel carcere bolognese “Dozza”, per un confronto su temi relativi al trattamento della pena, alla violenza e alla legalità, ai percorsi di reinserimento nella società. L’incontro è stato coordinato dal Laboratorio locale di comunicazione gestito da Nuovamente nell’ambito di Equal Pegaso, che si occupa di inclusione e recupero dei detenuti.

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Indagine

Le opinioni di 10.000 studenti su "Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione"

Pubblichiamo, a disposizione di tutti, i risultati dell’indagine tra gli studenti delle scuole medie superiori di Bologna e provincia, promosso da Nuovamente insieme alla Provincia di Bologna, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e la Fondazione Carisbo. Gli studenti hanno risposto a 36 domande.

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Carcere e volontariato

“La solidarietà sia la regola di tutti”, intervista a don Ciotti

“Io ho un sogno, quello che il volontariato sparisca perché la solidarietà non può essere una virtù o l’eccezione di qualcuno ma deve essere la regola di tutti”. E’ quasi provocatorio il presidente del gruppo Abele don Luigi Ciotti nell’intervista rilasciata all’agenzia di comunicazione sociale Equal Pegaso, gestita da Nuovamente, sul ruolo del volontariato nei penitenziari. Per Ciotti il volontariato non deve essere confuso con l’impegno sociale in tutti i settori.

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La ricerca

Per un atlante della memoria territoriale di Bologna

Esiste una memoria condivisa su luoghi della città di forte valenza simbolica? Con “Per un atlante della memoria territoriale di Bologna”, Nuovamente attraverso una ricerca realizzata insieme a studenti delle scuole medie superiori ha cercato di verificare il grado di consapevolezza da parte dei cittadini di zone della città alle quali eventi storici hanno attribuito una forte simbolicità.

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Scuola

Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione

Nell’ambito del progetto “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione”, Nuovamente  ha coinvolto gli studenti delle scuole medie superiori del Bolognese nell’elaborazione di messaggi - attraverso story board, narrazioni, video - sugli stessi temi del progetto. I migliori elaborati raccolti in un volume che sarà distribuito in autunno nelle scuole.

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Centri giovanili

Formazione partecipata con “Progetta il tuo spazio”

Sono otto i centri giovanili “Progetta il tuo spazio” realizzati da Nuovamente con la partecipazione dei giovani, chiamati a diventare ideatori, progettisti e fruitori di spazi destinati all’aggregazione. Dal 2001 sono stati aperti tre centri a Bologna, cinque in provincia. Con il coinvolgimento dei ragazzi nel recupero di aree dismesse o nell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili

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Speciale 1977
contributi

Marzo 1977Dopo aver pubblicato 40 interviste fatte dai nostri ragazzi a uomini, donne, giovani e anziani che l’11 marzo scorso hanno partecipato alla commemorazione della morte dello studente Francesco Lorusso, abbiamo ritenuto utile approfondire la riflessione sul movimento del Settantasette.

Proponiamo un percorso di riflessione che offra a chi si sente coinvolto, abbia partecipato o meno al movimento del '77, l’opportunità di esprimere il proprio pensiero su che cosa ha significato, su cosa ha rappresentato e rappresenta nella storia del nostro Paese.

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trent’anni dopo

Marzo 1977Per alcuni trenta anni sono solo un soffio, per altri possono essere lunghi più di un secolo.
Era il 1977, ma quello che si percepiva era che si chiudeva un secolo, il Novecento. Si chiudeva con una critica radicale, trasversale, diffusa a quegli elementi culturali che avevano distinto il XX secolo ed erano divenuti elementi di crisi e di ostacolo alle energie che sorgevano dalla società civile.

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un libro

Marzo 1977Ali di piombo

Paolo Morando

dal «Corriere delle Alpi»
9 gennaio 2007


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11 marzo, 40 interviste

Marzo 1977L’11 marzo, in occasione del trentennale della morte dell’omicidio di Francesco Lorusso, dei giovani di Nuovamente hanno realizzato, in via Mascarella, 40 interviste a persone presenti alla commemorazione della sua morte. Le interviste, che pubblichiamo integralmente, sono state fatte a giovani, anziani, donne e uomini.

le interviste

bibliografia

Marzo 19771977: la bibliografia


1977: la bibliografia

marzo 1977


Attività dei centri «Progetta il tuo spazio»
Via dello Scalo 21/3 e via Pier de’Crescenzi 14 a Bologna

. Gli spazi dei due centri sono fruibili per associazioni, cittadini e istituzioni per lo svolgimento di corsi, esposizioni artistiche ed eventi in genere; inoltre sono disponibili una sala di registrazione per attività musicali e una sala di posa e montaggio audiovideo.

Invitiamo tutti coloro che sono interessati a consegnare  i  propri progetti al centro di via dello scalo 21/3 (dal lunedi al giovedi dalle 15 alle 18).
Per informazioni: tel. 051 5883640.

descrizione dei centri

l'inaugurazione
vedi filmato. PER CHI ANCORA NON LI CONOSCE….UNA OCCASIONE PER UN PIACEVOLE AUDIOVISIVO
NOTIZIE
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le mostre nei centri
mostre

Fabrizio Mellini
“Labirinti”

sacchetti

L’arte dell’informale fa trionfare il senso dell’evasione sul senso della realtà.
L’artista mette in dubbio la percezione visiva dell’esistente e ne distrugge ogni realistico riferimento ed ogni forma compositiva.
Il campo d’indagine si rivolge alla materia, alla materia bruta che diventa l’elemento fondante di una nuova espressività e di nuove “semantiche” derivate, soprattutto, da elementi inconsci.
Materia, gesto e segno sono i caratteri denotativi dell’arte informale.

Fabrizio Mellini trae la sua fondamentale ispirazione dalle esperienze e sperimentazioni artistiche che si sono susseguite dagli anni ’50 ad oggi.
C’è non solo una riproposizione di studi e ricerche già determinate, ma il tentativo di poter ulteriormente esplorare ambiti di nuove stimolazione creative.
Le qualità sensoriali della materia stimolano la produzione artistica di Mellini e sollecitano, di conseguenza, l’utilizzazione di tecniche diverse (dai colori acrilici puri, alle stoffe a scacchi di juta, ai collage di materiali vari, ai teli di plastica modellati tramite fiamma).

Ciò che affascina l’artista è il mondo “sperimentale” dell’informale italiano (da Burri a Manzoni): evidente, per quest’ultimo il condividere e ri-scoprire il colore "achrome”, in quanto il bianco sarebbe un non colore, il colore del grado zero della ideazione pittorica.

Fabrizio Mellini si sente affascinato dalla pittura materia e dalla percezione che se ne può ricavare.
Una percezione di stampo liberatorio, senza alcuna voglia di determinarne sensi compiuti od assonanze intellettuali o di semplicistiche esercitazioni scolastiche.

C’è il tentativo di comunicare il proprio stato d’animo e la condizione interiore, psicologica con cui si opera.
Il pittore Soulages, esponente dell’action painting, ricordava: “Lavoro guidato da un impulso interiore, un desiderio di forme e colori precisi, di un materiale determinato, e solo quando li ho trasposti sulla tela mi spiegano che cosa è che voglio”.

Questo farsi guidare dalla materia o dai materiali selezionati, è, particolarmente condiviso anche da Fabrizio Mellini, che, però, mostra nelle sue opere “labirinto”, il predeterminare la progettualità del segno e del gesto. La composizione, che ne esce, non è opera della casualità, molto cara all’informale o all’esperienze post pop, ma di una semplice intenzionalità che vuole non sentirsi condizionata dalle inevitabili tentazioni di un’arte casual o di un’arte brut.

Mellini è artista del progetto: percorsi quasi didattici si intrecciano nella sua produzione, che ho denominato “labirinti”, poiché è presente l’enigma della risoluzione o dell’individuazione di una centralità “significante” e tutto ci ripropone l’incertezza del tempo che viviamo. Il “labirinto” come incognita, come spirale delle angosce quotidiane, come alienazione delle perdute identità.

“Labirinto” come linguaggio nascosto dietro una realtà astratta ed inespressiva, che aspetta di essere riconosciuta e sentirsi nuovamente strumento del comunicare, del relazionare, del risvegliare in noi il desiderio di nuovi contenuti e nuove speranze. La cultura dell’usa e getta e del re-cycling industriale, trasforma tutto in “merce artistica”.

Si tratta di saper dare delle risposte autonome, come fa Fabrizio Mellini, che consapevole del rapporto con l’attuale mondo capovolto, forse, senza saperlo, sta percorrendo la raccomandazione dell’artista – musicista John Cage: “IL nostro tema è affermare la vita, senza voler ordinare il caos o dare buoni consigli alla creazione”.


Il Direttore artistico
Prof. Franchino Falsetti

un libro

 

 

 

 

Mai più la verità

Ed. Piemme – 2007 – pagg. 397 – € 18.90

Il terzo libro di Marco Bettini, elogiato da Corrado Augias sulle pagine de Il Venerdì di Repubblica, “Mai più la verità “ è incentrato su di una comunità di recupero per tossicodipendenti situata nelle paludose valli del ravennate.
Sono i primi anni ’90 e Paolo Mormino, (già  protagonista dei precedenti thriller di Bettini: Color Sangue e Lei è il mio peccato) è un giovane investigatore neolaureato di appena 26 anni che si scontra con la dura e ambigua realtà dei centri di recupero per tossicodipendenti. Fida spalla del protagonista è il vice-sovraintendente Foiera, ottimo investigatore, lontano dalle logiche di arrivismo (a 36 anni è ancora un vice, e non sembra lasciar trasparire velleità di accedere ad una carica più elevata) e inguaribile romantico.
Lo sguardo indagatore di Mormino si focalizza sulla comunità “Mai più” a causa di un decesso che avviene all’interno delle mura. Decesso che il giovane inquirente archivia, in un primo momento,  come suicidio.
Al secondo decesso, un caposettore della comunità pestato a morte,  Mormino inizia a prestar fede alle dicerie, raccolte dall’assistente Foiera,  che circolano sulla comunità. Si racconta che i metodi di disintossicazione non  siano propriamente ortodossi: sevizie, pestaggi, umiliazioni fisiche e psicologiche perpetrate pubblicamente ai giovani utenti del centro. La facciata di luogo di salvazione comincia a sgretolarsi.
Le indagini di Mormino si focalizzano sul fondatore del Centro: Ernesto Magnani. Per avere informazioni su ciò che avviene dietro le quinte della comunità l’investigatore entra in contatto con una giovane ex-dipendente del centro: Roberta Ceredi, con cui nasce un profondo rapporto amoroso. Anche attraverso i racconti di Roberta, Mormino viene a scoprire i torbidi intrecci di potere che sussistono tra il fondatore del centro e le alte cariche politiche, tra cui un importante ministro.

Il libro di Bettini è gravido di tematiche sociali, psicologiche e politiche. È un thriller di formazione. Formazione che si attua su più livelli narrativi.
Si riscontra la formazione professionale del giovane protagonista che si trova improvvisamente a dover fare i conti con la prassi di un quotidiano drammatico e spietato dove non è semplice distinguere, come lo era da studente amante di letteratura ottocentesca, da che parte e sotto quale tratta della “pialassa” (così gli abitanti del ravennate chiamano quel territorio paludoso e fangoso che si estende ai lati del grande fiume in prossimità del mare) si nasconda la giustizia.
La formazione del giovane inquirente è anche crescita sentimentale: il rapporto con Roberta è infatti tormentato a causa di ciò che viene alla luce sul conto del fondatore della comunità. Roberta è infatti molto legata a quest’uomo che tanto l’ha aiutata nel suo percorso esistenziale, sentimento che crea, conseguentemente, in Mormino un dissidio interiore. Il dilemma che attanaglia il protagonista va a toccare la sostanza stessa dell’amore: può l’Amore, per salvaguardare il suo oggetto, nascondere il volto alla Verità?
Ma il libro di Bettini è anche campo di battaglia tra due mondi: quello delle comunità, coperto da forti poteri politici e quello della magistratura e della polizia. Trapela, inoltre, dalle pagine in problema dell’omertà, strumento con il quale gli ex-utenti della comunità coprono quello che fu il loro “mastro burattinaio”.
Non va infine dimenticata la causa, il motore degli eventi, che tiene legate e fa da sfondo a tutte le tematiche qui delineate: il problema della tossicodipendenza. Molti sono i passaggi in cui Bettini delinea il suo pensiero attorno a questo nucleo narrativo e lo fa in modo così arguto e mai banale che preferiamo lasciare al piacere del lettore il ricavarne la sostanza concettuale come, d’altro canto, abbiamo preferito non accennare minimamente a ciò che Mormino trova invischiato nella mota della “pialassa”.

Per concludere: come non dare ascolto (pur consapevoli della ritrosia dell’autore) a quel richiamo così insistente tra la finzione e la realtà dell’esistente?
Il caso San Patrignano è la filigrana storico-reale del thriller.
Come non notare le affinità tra Ernesto Magnani, fondatore della comunità “Mai più”, e Vincenzo Muccioli, fondatore della matrice reale del simulacro? Come non abbinare il ministro d’inchiostro amico di Magnani al ministro in tailler Letizia Moratti - che ai tempi di San Patrignano organizzava le dirette della Rai dalla comunità di recupero?

In questi tempi in cui la linea di confine tra realtà e finzione sembra essere sempre più labile il libro di Bettini ci sembra, di gran lunga,  essere più vero di un qualsiasi giornale o telegiornale; tuttavia, la realtà è ormai bandita anche sotto le spoglie della finzione e questo Bettini lo sa bene:

“Facciamo pure finta che io abbia scritto i retroscena di una storia vera: li potremmo mai leggere sui giornali? E se fosse verità siamo sicuri che qualcuno vorrebbe conoscerla?” 

 

Marco Bettini vive a Bologna. Ha pubblicato Pentito, una storia di mafia (1994), Color sangue (2003) - il primo romanzo che vede protagonista Paolo Mormino -, Lei è il mio peccato (2005) e ha collaborato ai testi dei programmi Rai, Fuori pericolo, Ultimo minuto, Misteri in blu e Blu notte.