Associazione Nuovamente    via Borgo San Pietro 52   40126 Bologna    Tel. 051 6493767   Fax 051 6494167  
Agenda spettacoli

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Spettacoli ed eventi
a Bologna e dintorni

Rassegna estiva

LA “BAIA DEI PORCI”

Baia dei Porci

Rassegna artistica estiva proposta
dall’associazione FARM
con l’associazione Nuovamente

In programma ogni giorno (esclusa la domenica),
negli spazi e sulla terrazza del Centro Progetta il tuo Spazio
di Via dello Scalo 21/3,
mostre pittoriche e fotografiche, videoinstallazioni, concerti di musiche multietniche, indipendenti e sperimentali, reading, performance teatrali, cene etniche, massaggi Shiatsu...

Ogni giorno dalle 18 in poi, aperitivo con bouffet, Happy Hour su birra e cocktail, Dj set Funky, Soul, Trash, Electro.

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AVEVO VENT’ANNI

Enrico Franceschini

Avevo vent’anni.
Storia di un collettivo studentesco 1977-2007

Feltrinelli, Milano 2007

Come eravamo, quando avevamo vent’anni? E come siamo, chi siamo, cosa siamo diventati, ora che ne abbiamo molti di più? Un incontro fortuito in una notte piena di stelle e la coincidenza di un anniversario spingono un giornalista che ha lasciato l’Italia da giovane a ritornare sui suoi passi.

È un viaggio a ritroso nel passato che va dalle Alpi alla Sicilia, per ritrovare i vecchi compagni degli anni dell’università, per confrontarsi sulle passioni, i sogni, le speranze della giovinezza, per scoprire che cosa ne è rimasto, trent’anni dopo. Come una fotografia che affiora lentamente nella camera oscura, si ricompone così poco per volta l’immagine di un “collettivo studentesco” del ’77, l’anno dell’ultima grande ondata di impegno politico giovanile nel nostro paese; e accanto a essa prende corpo anche un’altra immagine, quella dell’Italia del 2007.

Quaranta voci, maschili e femminili, provano a raccontare la storia di una generazione: a se stessi, i ventenni di ieri, e ai propri figli, i ventenni di oggi. Come eravamo, e come siamo: un po’ ironici e un po’ malinconici, sfiorati dalla nostalgia, incapaci di smettere di sognare. Perché i vent’anni, per qualcuno di noi, non passano mai del tutto.

“Come se per noi, e non so se sia un dono o una condanna, si fosse fermato il tempo.”

Il carcere fa male

Il carcere fa male.
Salute e pena

Nel convegno promosso dalle associazioni A Buon Diritto e Nuovamente è stata illustrata la ricerca
“L’assistenza Psichiatrica nel carcere di Bologna”, indagine sulla salute nella Casa Circondariale “Dozza”
della Dott.ssa Laura Astarita, coordinatrice dell’Osservatorio Antigone.

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All'interno
SPECIALE
"Indulto e amnistia".

lo Speciale


SPECIALE
"Scienza, vita, etica"

la questione dell'inclusione e della difesa dei diritti delle fasce più deboli di popolazione come punto centrale nella propria agenda d'intervento e di impegno civile.

lo Speciale


SPECIALE
"Avvocato di Strada"

la questione dell'inclusione e della difesa dei diritti delle fasce più deboli di popolazione come punto centrale nella propria agenda d'intervento e di impegno civile.

lo Speciale


SPECIALE
"Il governo del bene pubblico della sicurezza"

di Massimo Pavarini,

lo Speciale


PROCESSI ALLA STORIA

I VINTI, I VINCITORI E I SUICIDI ATTRAVERSO LA LENTE DI UNO STORICO.

Intervista a Mirco Dondi, docente di storia contemporanea presso l’Università di Bologna
Di Eufrasia Fonzo

Il processo ai vincitori avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale, in particolare il processo ai partigiani, non fu frutto di un andamento scontato.
PARTECIPAZIONE TRA PROGETTO E PROCESSO

di Mario Spada, Direttore dell'Ufficio Sviluppo Locale Sostenibile Partecipato del Comune di Roma

dai «Quaderni di Nuovamente»

Le attività svolte
La nostra storia,
i nostri progetti:
la nostra identità
Vogliamo avere una visione del mondo allargata. Approfondire, realizzare, trasformare le cose che riguardano la vita di ogni persona: cittadino, cittadina, forti di un diritto che non si può cancellare: il diritto di capire e partecipare
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LE PAROLE DEI LUOGHI. BOLOGNA ‘77

Marzo 1977"Le Parole dei Luoghi. Bologna '77"

Era il 1977. Il Novecento terminava con una critica radicale, trasversale e diffusa da parte di “uno strano movimento di strani studenti” a quei caratteri culturali, economici e politici che avevano distinto il XX secolo ed erano diventati elementi di crisi e di ostacolo alle energie che sorgevano dalla società civile.
Sono stato uno dei protagonisti di quel movimento, la mia esperienza fu intensa, le emozioni e il ricordo sono ancora oggi vive. Per conoscere davvero un movimento, e quindi per raccontarlo, bisogna averlo vissuto dall'interno, condividendo i momenti di festa, di lotta e di sofferenza.
Nella nostra città il movimento si rese visibile in particolar modo nelle strade e nelle piazze del centro storico, che furono lo scenario di un periodo tanto breve quanto intenso. Oggi, a distanza di trentadue anni, con piacere concorro a promuovere, con l’associazione di cui sono presidente, Nuovamente, questa pubblicazione sulla memoria dei luoghi e delle persone del Settantasette. Un percorso, anche di tipo antropologico, affidato a giovani ricercatori e studenti, che ci restituisce un'istantanea del ricordo di un periodo così difficile da capire e comunicare. Un percorso dove è stato prevalente lo scambio di esperienze tra cittadine e cittadini di diverse generazioni. Una raccolta di contributi fondata sul libero fluire di parole e idee.
Quello del '77 fu un movimento di liberazione nel senso più ampio possibile del termine: liberazione culturale e sociale, liberazione di energie, liberazione del soggetto dagli schemi dell'ideologia e del mercato.
Chi lo ha vissuto lo sa bene!

Diego Benecchi

A cura di Diego Benecchi, Vincenzo Marrone, Giovanna Pagnoncelli
Edizioni Sigem
pp. 288

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dove acquistare il libro

4 luglio 2009

Marzo 1977Nono compleanno di Nuovamente: 4 luglio 2009

CENTO E PIÙ “BUONE PRATICHE”

Nuovamente sta per passare la soglia del nono anno di attività.
Siamo nati il 4 luglio del 2000: abbiamo operato, nel corso di questi nove anni, per incrociare esperienze e capacità, doti umane e professionali. Abbiamo realizzato concretamente progetti che sono intervenuti sulle consuetudini culturali, le condizioni sociali e le regole della democrazia. Ci siamo impegnati in un percorso politico cercando e ricercando una politica rinnovata, altra, rispetto a quella tradizionale. Abbiamo imparato con questa esperienza a misurarci con un nuovo concetto di cittadinanza, un concetto realistico e inclusivo, fondato sulla responsabilizzazione di tutti coloro che abitano gli stessi luoghi, anziché su pretese identità nazionali, sempre più labili e inattuali. È una casa comune, la nostra, dove c’è stato spazio per tutte le cittadine e i cittadini con le loro differenti identità e relazioni, in cui il diritto fondamentale che è stato esercitato è il diritto a capire e partecipare.

Ad oggi, la nostra associazione vive su una rete di più di mille e cinquecento persone, che abbiamo attivato per la realizzazione di più di cento progetti.
Ci siamo rapportati sin dal primo giorno della nostra attività associativa con il desiderio di realizzare l’utopia concreta di un nuovo modo di vivere la città. Ci siamo dati un obiettivo che definimmo ambizioso — rafforzare il diritto di cittadinanza, il suo riconoscimento, la sua tutela, fornendo per quanto a noi possibile supporto ed evidenza alle istanze di comitati e associazioni. Siamo stati coerenti a questo obiettivo, e lo abbiamo dimostrato con i fatti nel nostro impegno quotidiano, che dura da nove anni. Ci siamo posti come un atelier di linguaggio e pensiero democratico, con la consapevolezza che una società più giusta si raggiunge non con il solo progresso dei singoli, ma, e soprattutto, attraverso percorsi collettivi. Nel nostro fare quotidiano abbiamo praticato un modello di collaborazione e di intervento partecipato che ha coinvolto tutti i cittadini e le istituzioni. Un modello di piena partecipazione e di valorizzazione delle singole competenze nella prospettiva di un fine comune da realizzare.

Tante sono le anime che compongono una comunità, che non si può pensare di costruire qualcosa di realmente significativo per l’interesse pubblico se a tutte non viene assicurata la medesima voce. Sta tutta qui la ragione sociale di Nuovamente: un intervento partecipato che è riuscito a dare vita ad una prassi progettuale e costruttiva, dove pubblico e privato hanno concorso a definire percorsi alternativi caratterizzati dal reciproco rispetto e dalla condivisione. Nuovamente è riuscita a concretizzare la sua progettualità e, contestualmente, a coniugare rapidità ed efficacia dell’intervento. Le persone si sono impegnate nel lavoro comune e sono cresciute assieme, mettendo a disposizione l’una dell’altra saperi, entusiasmo, ricerca. Progettazione, co-realizzazione e gestione, sono stati alla base di un obiettivo concreto, che ha visto associare alle forme di rappresentanza per delega una partecipazione democratica diretta.

Il nostro percorso

Nuovamente

ATTIVITÀ SVOLTE PRESSO I CENTRI MULTIMEDIALI
“PROGETTA IL TUO SPAZIO” VIA PIER DÈ CRESCENZI 14 E VIA DELLO SCALO 21/3

Come è nostra pratica riguardo i progetti realizzati, pubblicizziamo i dati relativi alla gestione dei due centri al quartiere Porto. Questa documentazione è stata inoltrata al quartiere, agli assessorati competenti del comune di Bologna ed  alla nostra mailing list.

I centri multimediali “Progetta il tuo Spazio” di via dello Scalo 21/3 e di via Pier Crescenzi 14, in  Bologna, sono attivi dal 2005. Da tre anni l’associazione Nuovamente ne ha garantito l’apertura e l’utilizzo la cui gestione è curata dai giovani. Riteniamo opportuno fornire una sintesi delle attività e delle manifestazioni svolte e l’elenco delle persone, associazioni, gruppi o enti, che hanno utilizzato questi spazi per le loro attività. Ricordiamo un punto fondamentale nell’esperienza di tutti i “Centri Progetta il tuo Spazio” (a Bologna e provincia sono 8): i centri sono aperti alle cittadine ed ai cittadini.

Nuovamente

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STRADE

Marzo 1977120 buone pratiche per la formazione e l'inserimento lavorativo degli ex-detenuti. Una guida didattica multimediale per riaffacciarsi sul mondo del lavoro.

Il progetto STRADE, realizzato dall’Associazione Nuovamente e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna ha come destinatari persone in esecuzione penale (detenuti e beneficiari di misure alternative), ex-detenuti ed operatori del settore penitenziario. Sono state realizzate una “banca strumenti” e una guida didattica multimediale: la prima consiste in una raccolta di materiali riguardanti i progetti – realizzati su tutto il territorio nazionale dal 2001 ad oggi – volti a favorire il reinserimento lavorativo; la guida didattica fornisce invece degli strumenti pratici per conoscere meglio il mondo del lavoro. Il progetto vuole essere un luogo di confronto in cui condividere e dare visibilità ad esperienze, idee, progetti, con l’obiettivo di favorire e facilitare il reinserimento lavorativo.

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la banca dati del progetto STRADE

guarda il video Misure Alternative inserito nella giuda didattica multimediale

 

I quaderni di Nuovamente
Comunità, cittadinanza, integrazione, e comunicazione

Marzo 1977Il libro “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione” - dodicesimo della collana “Quaderni” di Nuovamente - è a disposizione di docenti e studenti.

    Questo volume, che tratta il progetto “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione” costituisce al tempo stesso un punto d’arrivo e un punto di partenza. Il campione statistico analizzato, composto da 10018 studenti delle scuole medie superiori, di cui oltre 800 di origine non italiana, rispecchia una percentuale assolutamente rilevante dei giovani tra i 14 e i 19 anni residenti a Bologna e nella Provincia. Le coordinate entro le quali abbiamo agito nel percorso progettuale sono indicabili in pochi concetti chiave: partecipazione, crescita, formazione dei giovani alla creatività e alla cittadinanza. Aver reso protagonisti i giovani delle politiche che li riguardano, dell’informazione a loro destinata, della riflessione sui grandi temi della collettività, è stato il nostro principale impegno. Questo libro chiude il cerchio di un percorso che si è sviluppato in un anno e che è stato caratterizzato da una formazione partecipata, è il risultato tangibile e “leggibile” dei laboratori di comunicazione che gli studenti hanno costituito; ora è a disposizione di tutti i giovani, i loro docenti e le loro famiglie come strumento per la formazione alla comunità, alla cittadinanza, all’integrazione. 

Diego Benecchi
Presidente dell’Associazione Nuovamente

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I diritti dei minori

Marzo 1977Il libro “I diritti dei minori.”, curato da “Avvocato di strada” e undicesimo della collana “Quaderni” di Nuovamente, rappresenta un'importante tappa raggiunta e arriva dopo un anno ricco di risultati, nel corso del quale sono stati aperti numerosi sportelli in tutta Italia.
Il progetto nel suo complesso, ideato e promosso in collaborazione con Nuovamente, rappresenta per l’associazione motivo di notevole soddisfazione.

I bambini sono i più deboli tra i deboli.

Nel libro riportiamo una serie di testimonianze che raccontano vicende risolte o da risolvere, relative a minori che vivono in situazioni di forte disagio sociale.
Abbiamo anche cercato di dare indicazioni a chi si occupa di questa delicatissima materia, offrendo la nostra esperienza come "avvocato di strada" ed illustrando gli istituti e la normativa di riferimento.
Il libro è rivolto a tutti coloro che si occupano di minori: ai volontari delle associazioni, agli assistenti sociali, ai giuristi.
E' anche rivolto agli stessi minori, come piccolo contributo per la riaffermazione dei loro diritti, nella convinzione che difendere i diritti dei più deboli.

Antonio Mumolo
Per Avvocati di strada

 

Introduzione di Don Giovanni Nicolini      leggi

 

Carcere e formazione

Formazione per detenuti: la banca dati del progetto STRADE sulla formazione professionale e l’inserimento lavorativo.

Il progetto STRADE, realizzato dall’Associazione Nuovamente e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna ha come destinatari persone in esecuzione penale (detenuti e beneficiari di misure alternative) ex-detenuti ed operatori del settore penitenziario. Con questo progetto si è realizzata una “banca strumenti”: una raccolta di materiali riguardanti i progetti e i prodotti didattici e formativi atti a favorire il reinserimento lavorativo, realizzati su tutto il territorio nazionale dal 2001 ad oggi. Il progetto vuole essere un luogo di confronto entro cui poter mettere in comune e dare visibilità ad esperienze, idee, progetti, con l’obiettivo di favorire e facilitare il reinserimento al lavoro.

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Esclusione e diritti

Politiche sociali, stage degli studenti del liceo Sabin

Dall’ inserimento socio-lavorativo di detenuti ed ex detenuti ai diritti dei senza fissa dimora. Gli studenti dell’indirizzo di scienze sociali del liceo scientifico Sabin di Bologna hanno concluso uno stage di formazione sulle politiche sociali, coordinato dal Laboratorio di comunicazione sociale Equal Pegaso, gestito da Nuovamente, e dallo stesso liceo. Le tappe del percorso di formazione in un report  realizzato dagli stessi studenti.

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Carcere e diritti

Studenti del liceo Sabin a confronto con 23 detenuti nel carcere della Dozza

Un gruppo di 47 studenti dell’indirizzo di scienze sociali del liceo scientifico Sabin ha incontrato 23 detenuti, nel carcere bolognese “Dozza”, per un confronto su temi relativi al trattamento della pena, alla violenza e alla legalità, ai percorsi di reinserimento nella società. L’incontro è stato coordinato dal Laboratorio locale di comunicazione gestito da Nuovamente nell’ambito di Equal Pegaso, che si occupa di inclusione e recupero dei detenuti.

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Indagine

Le opinioni di 10.000 studenti su "Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione"

Pubblichiamo, a disposizione di tutti, i risultati dell’indagine tra gli studenti delle scuole medie superiori di Bologna e provincia, promosso da Nuovamente insieme alla Provincia di Bologna, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e la Fondazione Carisbo. Gli studenti hanno risposto a 36 domande.

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Carcere e volontariato

“La solidarietà sia la regola di tutti”, intervista a don Ciotti

“Io ho un sogno, quello che il volontariato sparisca perché la solidarietà non può essere una virtù o l’eccezione di qualcuno ma deve essere la regola di tutti”. E’ quasi provocatorio il presidente del gruppo Abele don Luigi Ciotti nell’intervista rilasciata all’agenzia di comunicazione sociale Equal Pegaso, gestita da Nuovamente, sul ruolo del volontariato nei penitenziari. Per Ciotti il volontariato non deve essere confuso con l’impegno sociale in tutti i settori.

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La ricerca

Per un atlante della memoria territoriale di Bologna

Esiste una memoria condivisa su luoghi della città di forte valenza simbolica? Con “Per un atlante della memoria territoriale di Bologna”, Nuovamente attraverso una ricerca realizzata insieme a studenti delle scuole medie superiori ha cercato di verificare il grado di consapevolezza da parte dei cittadini di zone della città alle quali eventi storici hanno attribuito una forte simbolicità.

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Scuola

Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione

Nell’ambito del progetto “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione”, Nuovamente  ha coinvolto gli studenti delle scuole medie superiori del Bolognese nell’elaborazione di messaggi - attraverso story board, narrazioni, video - sugli stessi temi del progetto. I migliori elaborati raccolti in un volume che sarà distribuito in autunno nelle scuole.

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Centri giovanili

Formazione partecipata con “Progetta il tuo spazio”

Sono otto i centri giovanili “Progetta il tuo spazio” realizzati da Nuovamente con la partecipazione dei giovani, chiamati a diventare ideatori, progettisti e fruitori di spazi destinati all’aggregazione. Dal 2001 sono stati aperti tre centri a Bologna, cinque in provincia. Con il coinvolgimento dei ragazzi nel recupero di aree dismesse o nell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili

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Speciale 1977
contributi

Marzo 1977Dopo aver pubblicato 40 interviste fatte dai nostri ragazzi a uomini, donne, giovani e anziani che l’11 marzo scorso hanno partecipato alla commemorazione della morte dello studente Francesco Lorusso, abbiamo ritenuto utile approfondire la riflessione sul movimento del Settantasette.

Proponiamo un percorso di riflessione che offra a chi si sente coinvolto, abbia partecipato o meno al movimento del '77, l’opportunità di esprimere il proprio pensiero su che cosa ha significato, su cosa ha rappresentato e rappresenta nella storia del nostro Paese.

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trent’anni dopo

Marzo 1977Per alcuni trenta anni sono solo un soffio, per altri possono essere lunghi più di un secolo.
Era il 1977, ma quello che si percepiva era che si chiudeva un secolo, il Novecento. Si chiudeva con una critica radicale, trasversale, diffusa a quegli elementi culturali che avevano distinto il XX secolo ed erano divenuti elementi di crisi e di ostacolo alle energie che sorgevano dalla società civile.

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un libro

Marzo 1977Ali di piombo

Paolo Morando

dal «Corriere delle Alpi»
9 gennaio 2007


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11 marzo, 40 interviste

Marzo 1977L’11 marzo, in occasione del trentennale della morte dell’omicidio di Francesco Lorusso, dei giovani di Nuovamente hanno realizzato, in via Mascarella, 40 interviste a persone presenti alla commemorazione della sua morte. Le interviste, che pubblichiamo integralmente, sono state fatte a giovani, anziani, donne e uomini.

le interviste

bibliografia

Marzo 19771977: la bibliografia


1977: la bibliografia

marzo 1977


Attività dei centri «Progetta il tuo spazio»
Via dello Scalo 21/3 e via Pier de’Crescenzi 14 a Bologna

. Gli spazi dei due centri sono fruibili per associazioni, cittadini e istituzioni per lo svolgimento di corsi, esposizioni artistiche ed eventi in genere; inoltre sono disponibili una sala di registrazione per attività musicali e una sala di posa e montaggio audiovideo.

Invitiamo tutti coloro che sono interessati a consegnare  i  propri progetti al centro di via dello scalo 21/3 (dal lunedi al giovedi dalle 15 alle 18).
Per informazioni: tel. 051 5883640.

descrizione dei centri

l'inaugurazione
vedi filmato. PER CHI ANCORA NON LI CONOSCE….UNA OCCASIONE PER UN PIACEVOLE AUDIOVISIVO
NOTIZIE
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le mostre nei centri
mostre

Fabrizio Mellini
“Labirinti”

sacchetti

L’arte dell’informale fa trionfare il senso dell’evasione sul senso della realtà.
L’artista mette in dubbio la percezione visiva dell’esistente e ne distrugge ogni realistico riferimento ed ogni forma compositiva.
Il campo d’indagine si rivolge alla materia, alla materia bruta che diventa l’elemento fondante di una nuova espressività e di nuove “semantiche” derivate, soprattutto, da elementi inconsci.
Materia, gesto e segno sono i caratteri denotativi dell’arte informale.

Fabrizio Mellini trae la sua fondamentale ispirazione dalle esperienze e sperimentazioni artistiche che si sono susseguite dagli anni ’50 ad oggi.
C’è non solo una riproposizione di studi e ricerche già determinate, ma il tentativo di poter ulteriormente esplorare ambiti di nuove stimolazione creative.
Le qualità sensoriali della materia stimolano la produzione artistica di Mellini e sollecitano, di conseguenza, l’utilizzazione di tecniche diverse (dai colori acrilici puri, alle stoffe a scacchi di juta, ai collage di materiali vari, ai teli di plastica modellati tramite fiamma).

Ciò che affascina l’artista è il mondo “sperimentale” dell’informale italiano (da Burri a Manzoni): evidente, per quest’ultimo il condividere e ri-scoprire il colore "achrome”, in quanto il bianco sarebbe un non colore, il colore del grado zero della ideazione pittorica.

Fabrizio Mellini si sente affascinato dalla pittura materia e dalla percezione che se ne può ricavare.
Una percezione di stampo liberatorio, senza alcuna voglia di determinarne sensi compiuti od assonanze intellettuali o di semplicistiche esercitazioni scolastiche.

C’è il tentativo di comunicare il proprio stato d’animo e la condizione interiore, psicologica con cui si opera.
Il pittore Soulages, esponente dell’action painting, ricordava: “Lavoro guidato da un impulso interiore, un desiderio di forme e colori precisi, di un materiale determinato, e solo quando li ho trasposti sulla tela mi spiegano che cosa è che voglio”.

Questo farsi guidare dalla materia o dai materiali selezionati, è, particolarmente condiviso anche da Fabrizio Mellini, che, però, mostra nelle sue opere “labirinto”, il predeterminare la progettualità del segno e del gesto. La composizione, che ne esce, non è opera della casualità, molto cara all’informale o all’esperienze post pop, ma di una semplice intenzionalità che vuole non sentirsi condizionata dalle inevitabili tentazioni di un’arte casual o di un’arte brut.

Mellini è artista del progetto: percorsi quasi didattici si intrecciano nella sua produzione, che ho denominato “labirinti”, poiché è presente l’enigma della risoluzione o dell’individuazione di una centralità “significante” e tutto ci ripropone l’incertezza del tempo che viviamo. Il “labirinto” come incognita, come spirale delle angosce quotidiane, come alienazione delle perdute identità.

“Labirinto” come linguaggio nascosto dietro una realtà astratta ed inespressiva, che aspetta di essere riconosciuta e sentirsi nuovamente strumento del comunicare, del relazionare, del risvegliare in noi il desiderio di nuovi contenuti e nuove speranze. La cultura dell’usa e getta e del re-cycling industriale, trasforma tutto in “merce artistica”.

Si tratta di saper dare delle risposte autonome, come fa Fabrizio Mellini, che consapevole del rapporto con l’attuale mondo capovolto, forse, senza saperlo, sta percorrendo la raccomandazione dell’artista – musicista John Cage: “IL nostro tema è affermare la vita, senza voler ordinare il caos o dare buoni consigli alla creazione”.


Il Direttore artistico
Prof. Franchino Falsetti

un libro

 

 

 

 

Mai più la verità

Ed. Piemme – 2007 – pagg. 397 – € 18.90

Il terzo libro di Marco Bettini, elogiato da Corrado Augias sulle pagine de Il Venerdì di Repubblica, “Mai più la verità “ è incentrato su di una comunità di recupero per tossicodipendenti situata nelle paludose valli del ravennate.
Sono i primi anni ’90 e Paolo Mormino, (già  protagonista dei precedenti thriller di Bettini: Color Sangue e Lei è il mio peccato) è un giovane investigatore neolaureato di appena 26 anni che si scontra con la dura e ambigua realtà dei centri di recupero per tossicodipendenti. Fida spalla del protagonista è il vice-sovraintendente Foiera, ottimo investigatore, lontano dalle logiche di arrivismo (a 36 anni è ancora un vice, e non sembra lasciar trasparire velleità di accedere ad una carica più elevata) e inguaribile romantico.
Lo sguardo indagatore di Mormino si focalizza sulla comunità “Mai più” a causa di un decesso che avviene all’interno delle mura. Decesso che il giovane inquirente archivia, in un primo momento,  come suicidio.
Al secondo decesso, un caposettore della comunità pestato a morte,  Mormino inizia a prestar fede alle dicerie, raccolte dall’assistente Foiera,  che circolano sulla comunità. Si racconta che i metodi di disintossicazione non  siano propriamente ortodossi: sevizie, pestaggi, umiliazioni fisiche e psicologiche perpetrate pubblicamente ai giovani utenti del centro. La facciata di luogo di salvazione comincia a sgretolarsi.
Le indagini di Mormino si focalizzano sul fondatore del Centro: Ernesto Magnani. Per avere informazioni su ciò che avviene dietro le quinte della comunità l’investigatore entra in contatto con una giovane ex-dipendente del centro: Roberta Ceredi, con cui nasce un profondo rapporto amoroso. Anche attraverso i racconti di Roberta, Mormino viene a scoprire i torbidi intrecci di potere che sussistono tra il fondatore del centro e le alte cariche politiche, tra cui un importante ministro.

Il libro di Bettini è gravido di tematiche sociali, psicologiche e politiche. È un thriller di formazione. Formazione che si attua su più livelli narrativi.
Si riscontra la formazione professionale del giovane protagonista che si trova improvvisamente a dover fare i conti con la prassi di un quotidiano drammatico e spietato dove non è semplice distinguere, come lo era da studente amante di letteratura ottocentesca, da che parte e sotto quale tratta della “pialassa” (così gli abitanti del ravennate chiamano quel territorio paludoso e fangoso che si estende ai lati del grande fiume in prossimità del mare) si nasconda la giustizia.
La formazione del giovane inquirente è anche crescita sentimentale: il rapporto con Roberta è infatti tormentato a causa di ciò che viene alla luce sul conto del fondatore della comunità. Roberta è infatti molto legata a quest’uomo che tanto l’ha aiutata nel suo percorso esistenziale, sentimento che crea, conseguentemente, in Mormino un dissidio interiore. Il dilemma che attanaglia il protagonista va a toccare la sostanza stessa dell’amore: può l’Amore, per salvaguardare il suo oggetto, nascondere il volto alla Verità?
Ma il libro di Bettini è anche campo di battaglia tra due mondi: quello delle comunità, coperto da forti poteri politici e quello della magistratura e della polizia. Trapela, inoltre, dalle pagine in problema dell’omertà, strumento con il quale gli ex-utenti della comunità coprono quello che fu il loro “mastro burattinaio”.
Non va infine dimenticata la causa, il motore degli eventi, che tiene legate e fa da sfondo a tutte le tematiche qui delineate: il problema della tossicodipendenza. Molti sono i passaggi in cui Bettini delinea il suo pensiero attorno a questo nucleo narrativo e lo fa in modo così arguto e mai banale che preferiamo lasciare al piacere del lettore il ricavarne la sostanza concettuale come, d’altro canto, abbiamo preferito non accennare minimamente a ciò che Mormino trova invischiato nella mota della “pialassa”.

Per concludere: come non dare ascolto (pur consapevoli della ritrosia dell’autore) a quel richiamo così insistente tra la finzione e la realtà dell’esistente?
Il caso San Patrignano è la filigrana storico-reale del thriller.
Come non notare le affinità tra Ernesto Magnani, fondatore della comunità “Mai più”, e Vincenzo Muccioli, fondatore della matrice reale del simulacro? Come non abbinare il ministro d’inchiostro amico di Magnani al ministro in tailler Letizia Moratti - che ai tempi di San Patrignano organizzava le dirette della Rai dalla comunità di recupero?

In questi tempi in cui la linea di confine tra realtà e finzione sembra essere sempre più labile il libro di Bettini ci sembra, di gran lunga,  essere più vero di un qualsiasi giornale o telegiornale; tuttavia, la realtà è ormai bandita anche sotto le spoglie della finzione e questo Bettini lo sa bene:

“Facciamo pure finta che io abbia scritto i retroscena di una storia vera: li potremmo mai leggere sui giornali? E se fosse verità siamo sicuri che qualcuno vorrebbe conoscerla?” 

 

Marco Bettini vive a Bologna. Ha pubblicato Pentito, una storia di mafia (1994), Color sangue (2003) - il primo romanzo che vede protagonista Paolo Mormino -, Lei è il mio peccato (2005) e ha collaborato ai testi dei programmi Rai, Fuori pericolo, Ultimo minuto, Misteri in blu e Blu notte.