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Carcere e diritti

Studenti del liceo Sabin a confronto con 23 detenuti nel carcere della Dozza

Un gruppo di 47 studenti dell’indirizzo di scienze sociali del liceo scientifico Sabin di Bologna è  entrato nel carcere cittadino “Dozza” e ha incontrato 23 detenuti che frequentano la scuola media superiore interna alla casa circondariale. Per quattro ore, dalle 13 alle 17, gli studenti si sono confrontati con i reclusi su temi relativi al trattamento della pena, alla violenza e alla legalità, ai percorsi di reinserimento nella società. E’ la prima volta in Italia che studenti dell’indirizzo sociale di una scuola media superiore entrano in un penitenziario. Si è trattato di un’iniziativa coordinata dal Laboratorio locale di comunicazione gestito dall’associazione Nuovamente nell’ambito del progetto Equal Pegaso, che opera sulle esperienze di inclusione e recupero dei detenuti, e in generale sul mondo del carcere e dei diritti. Gli studenti, che insieme a 2 operatori di Equal Pegaso saranno accompagnati da 4 insegnanti e dal presidente di Nuovamente Diego Benecchi, hanno incontrato anche la direzione della casa circondariale e gli operatori di polizia penitenziaria per proseguire così un ciclo di appuntamenti di formazione e orientamento su tematiche sociali.


Il 30 marzo scorso gli studenti – in prevalenza ragazze di età compresa tra i 17 e i 19 anni – avevano partecipato a scuola ad un seminario dedicato all’approfondimento dell’esecuzione penale nei suoi diversi aspetti, dalla detenzione carceraria ai percorsi di educazione e trattamento in vigore negli istituti penitenziari, dalle misure alternative alla detenzione alle politiche locali volte a contrastare la marginalità sociale. In quel caso le lezioni erano state tenute dalla stessa Ceresani, dal direttore di settore dell’ufficio di trattamento intramurale del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria Anna Cilento, dal vice sindaco del Comune di Bologna Adriana Scaramuzzino, dal Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Bologna Desi Bruno, dal magistrato di sorveglianza Riccardo Rossi. Gli studenti hanno anche seguito uno stage di formazione sull’inclusione, promosso sempre dal Laboratorio locale di comunicazione Equal Pegaso, sull’inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Lo stage ha affiancato al momento formativo, durante il quale sono state messe a disposizione degli studenti le competenze di coloro che ogni giorno operano nella realtà penitenziaria per favorire i percorsi di inclusione dei detenuti,  incontri di partecipazione, con il coinvolgimento nella gestione attiva di una agenzia di comunicazione, attraverso la ricerca delle fonti di informazione e la produzione di articoli e comunicati stampa.

Quattro lezioni nel carcere Dozza

E' cominciato il 2 marzo, per terminare il 22, un ciclo di quattro lezioni rivolte ai detenuti del carcere cittadino Dozza promosso nell'ambito della scuola secondaria superiore dal Laboratorio di comunicazione di Bologna Equal Pegaso, gestito da Nuovamente, per favorire la consapevolezza dello status di cittadino che ogni carcerato ha anche se privato della libertà personale.

Le lezioni, tenute da Massimo Pavarini, docente di Diritto penitenziario all'università di Bologna e consulente per la sicurezza del Comune, e da Leonardo Rossi, vertono su due temi: il garante dei diritti dei detenuti e l'agenzia di comunicazione sociale Equal Pegaso, portale Internet che si occupa dei problemi del sistema carcerario italiano e dà spazio e visibilità comunicativa alle esperienze di inclusione sociale e lavorativa di carcerati ed ex carcerati.

L'obiettivo del corso, inserito in un percorso formativo che ha coinvolto la Cineteca di Bologna e che ha portato alla realizzazione in carcere di alcuni spettacoli del ciclo “Humas rights”, è il riconoscimento dei diritti del cittadino e del rapporto tra Stato e cittadino. Il quadro di riferimento è il progetto Sirio che, avviato dalla direzione generale dell'istruzione tecnica del ministero della Pubblica Istruzione, propone un nuovo modello organizzativo della formazione professionale rivolta agli adulti. All'interno del progetto, che punta a contenere il fenomeno della dispersione scolastica rispondendo allo stesso tempo alla richiesta di formazione espressa dalle imprese, rientra infatti lo studio del principio di inviolabilità dei diritti della persona: un'articolazione che all'interno del mondo carcerario individua nella figura del garante lo strumento attraverso il quale lo Stato lo afferma.