Un anno di Nuovamente
Diego Benecchi
Carissime, carissimi,
noi, nati il 4 luglio del 2000, abbiamo con determinazione perseguito il
nostro obiettivo, quello di costituire un laboratorio per l'agire sociale,
civico e politico.
Possiamo dichiararci soddisfatti di quello che abbiamo progettato e
costruito. Forse potevamo fare di più; le risorse umane, le tensioni
etiche, le capacità professionali non ci mancano, ma spesso i limiti
organizzativi, economici, di lavoro, di molti di noi, hanno limitato la
nostra presenza su questioni interessanti ed importanti.
Abbiamo operato da cittadine e cittadini condividendo uguali sensibilità e
ragioni, le nostre azioni pubbliche hanno determinato incontri tra diverse
esperienze individuali e collettive, hanno prodotto nuove dimensioni
dell'agire, caratterizzate da una fortissima attenzione alla reciprocità e
solidarietà.
La nostra promozione di iniziative e progetti inerenti i diritti e la
solidarietà ha aiutato e sostenuto percorsi nuovi, il progetto "Avvocati
di Strada" che sostenemmo un anno fa, è ora una realtà consolidata e
significativa.
Grande attenzione abbiamo avuto verso le giovani generazioni, fermi in una
convinzione, che occorre operare al fine di agevolarli nel ricercare
condizioni di vita, di protagonismo, di opportunità, più favorevoli e
comunque caratterizzate dalla possibilità di ricercare proprie soluzioni
autonome.
Il nostro progetto, la nostra proposta, " Spazio al futuro ", ha oggi
gambe nuove che la sostengono, il coordinamento tra le associazioni che si
è costituito sta dimostrando capacità sia nell'aggregazione sociale che
nelle relazioni istituzionali. Si caratterizza per una struttura, che non
è rappresentativa delle diverse seppur significative situazioni, ma che
parla alla città alla sua necessità di crescere e di concorrere nello
scenario europeo, sia sulle problematiche urbanistiche che in quelle della
nuova imprenditorialità. Particolarmente significativo è stato il percorso
del progetto " Fuori da soli….dove", che ci ha visto impegnati prima in un
rapporto per diversi mesi con più di cento adolescenti e che ora sta
proseguendo con un concorso nelle scuole di Bologna, della Provincia,
compresa Imola, coinvolgendo migliaia di ragazzi e ragazze e tantissimi
insegnanti.
Con molta cura e non pochi problemi ci siamo confrontati sui nuovi lavori,
sia sul multimediale che sui lavori atipici.
Abbiamo favorito e proposto la Istruttoria Pubblica comunale, sul
Multimediale, tanti di noi hanno dato in quell'occasione significativi
contributi. Molti percorsi sono stati realizzati e nostri associati ora,
svolgono funzioni di dirigenza e di alta responsabilità nei consorzi che
si sono costituiti.
Nel lavoro atipico si è realizzata la nostra proposta: "La Casa dei
Produttori Autonomi". Si è costituita l'associazione che ha definito
protocolli d'intesa sia con CGIL-CISL-UIL che con la C.N.A.
E' la prima forma organizzata dei produttori atipici. Gli auguriamo un
lavoro proficuo su un terreno su cui la sinistra ha parlato molto ma ha
prodotto poco: quello dei nuovi lavori.
L'idea della promozione della rete ci ha visto impegnati, il nostro aiuto
è sempre stato pronto verso le forme di autorganizzazione dei cittadini,
abbiamo dato il nostro sostegno a molti comitati ed in particolare ai
comitati anti-smog.
Tra le nostre ragioni statutarie questa è tra le principali finalità:
essere al fianco di cittadine e citttadini che si impegnano e battono per
migliorare le condizioni di vita di tutti, per i diritti delle persone,
per avere una pubblica amministrazione corretta ed efficace.
Nel campo editoriale abbiamo inaugurato una collana con la casa editrice
SIGEM, sui vostri tavoli avete la copertina del prossimo libro "Paesi di
donne, scritti al femminile", curato dal Gruppo di Lettura San Vitale. La
successiva pubblicazione riguarderà l'esperienza dei Comitati antismog,
seguiranno quello sugli adolescenti, sul Multimediale, sui diritti.
All'ingresso vi è stato consegnato un testo che considera la nostra
relazione con il cibo, esso è parte di un futuro progetto che stiamo
costruendo con i ristoratori bolognesi e le scuole riguardo
all'alimentazione. Se è vero che Noi siamo quello che mangiamo, allora
dobbiamo fermarci e riflettere. Troppo spesso ingurgitiamo gli alimenti e
troppo spesso il nostro comportamento è simile anche con le persone.
In questo anno di vita molta attenzione è stata posta alla nostra
esperienza, anche da persone e soci di altre città, abbiamo ora
riferimenti importanti a Modena, Forli', Ferrara, Parma, Imola, Reggio
Emilia, Firenze, alcuni sono qui con noi stasera, e di questo li
ringraziamo.
Abbiamo agevolato per quanto ci era possibile organizzativamente, la messa
in rete delle esperienze, delle competenze, favorendo e praticando la
necessità di riconoscere per riconoscersi.
L'importante per noi è stato suscitare connessioni, alternative, progetti
ed impegni.
Siamo abbastanza giovani da avere ancora tensione e speranza nel futuro
quanto abbastanza adulti da riconoscere che i sogni che facemmo in tenera
età hanno molta attualità.
Di certo abbiamo il sogno, forse è meglio dire l'idea, che il nostro
processo di apprendimento non è finito, è ancora teso verso la
progettazione di futuri alternativi per la nostra città, per la nostra
società. Noi siamo affezionati alla libertà e la prima libertà è sognare
mondi possibili.
Siamo liberi perché sognamo e perché concepiamo l'apprendimento come il
principale terreno di sperimentazione dove si fanno i conti con il rischio
e l'incertezza.
Lo spostamento d'accento che abbiamo proposto è il distacco dalle logiche
di potere tradizionali per tendere verso il sapere e il saper fare.
Siamo circondati da chi non vuole apprendere, questi si pongono troppo
spesso in ridicola supponenza.
Siamo in tempi pesanti per la democrazia, forse più che mai, bisogna
ripensarla come un modello incompiuto cercando pratiche e nuovi modelli
ricordandoci che la vita reale della democrazia è lo scarto dal modello,
qualunque esso sia.
Per noi la figura centrale è il cittadino con le sue rivendicazioni di
diritti, di autonomia, di potere, di controllo. Occorre ricercare un ruolo
ancor più attivo nella costituzione sociale e materiale del futuro e il
futuro è sempre determinato dall'incontro di sogni privati e domanda
collettiva. Si chiude un anno caratterizzato dagli orrori del terrorismo e
dagli orrori della guerra. Occorre rafforzare il nostro impegno nella
promozione di iniziative finalizzate a sensibilizzare sui grandi temi
della multiculturalità e multietnicità, per contrastare le diseguaglianze
ed esclusioni, per combattere ogni integralismo e confessionalismo.
Stiamo operando per costituire un fronte laico, un centro di iniziativa
politica culturale per sensibilizzare, per agire in modo coordinato, per
rafforzare le azioni che tutelano la laicità contro ogni integralismo
religioso.
Quest'anno è stato caratterizzato anche da grandi movimenti, noi siamo
stati presenti, con attenzione, per capire, per apprendere, con il cuore,
che bisogna sempre fare battere anche contro ogni razionalità politica.
Infine - una considerazione su Bologna - , a questa città occorre un
progetto, per il suo futuro.Noi siamo in grado di confrontarci su terreni
programmatici, questo è un impegno che ci dobbiamo prendere per il
prossimo anno.
Il sistema politico ci piace sempre meno e poco si evidenzia una vera
trasformazione nel fronte del centro-sinistra.
Questo ci porterà a dovere anche affrontare la questione ineludibile di
nuove rappresentanze e classi dirigenti.