L'area della esecuzione penale è grandemente aumentata ed il trend di crescita è costante negli ultimi anni. A tale crescita, che è indubbiamente sintomo di malessere sociale, non viene corrisposta un'analisi costruttiva e propositiva adeguata. Il sovraffollamento nelle carceri, la carenza di offerta educativa, di assistenza sanitaria, di possibilità di inserimento sociale e professionale comportano una drastica limitazione per le persone detenute delle garanzie e dei diritti anche di rango costituzionale. Le malattie e la condizione di extracomunitari della maggioranza dei detenuti, aggravano ulteriormente una situazione ormai insostenibile di sofferenza e disperazione.
Nella società il carcere è luogo sempre più "separato" e la falsa proporzione "più carcere uguale più sicurezza" di fatto è percepita come un dato inevitabile; anche la politica, ai problemi seri e concreti, offre ed ha offerto risposte emotive, irrazionali e meramente repressive, spesso prodotte dalla contingenza e dall'emergenza di giornata. Occorre riprendere una riflessione seria, obiettiva che abbia il respiro per rendere possibile il recupero sociale del cittadino detenuto; che sappia ripensare - anche con originalità - alle misure alternative al carcere nella fase di esecuzione della pena per consentirne l'ampliamento e l'effettività; che sappia rendere reali i diritti e le garanzie di chi è detenuto.
Il senso di umanità e di comprensione, al di fuori dei rituali "buonismi", la ragionevolezza, la reale tutela ed espansione dei diritti sono i parametri entro i quali vogliamo riflettere e discutere di queste realtà nella nostra città.
L'associazione Antigone, attiva in campo nazionale nell'ambito delle garanzie nel sistema penale e l'Associazione Nuovamente, impegnata nella tutela dei diritti e dei meno garantiti promuovono il "Forum dei diritti e delle pene".